Adempimenti per il distacco dei lavoratori in POLONIA – GUIDA PRATICA

Gli adempimenti a carico dell’impresa che distacca i propri lavoratori in Polonia:

 

– Procedura:

 

Il datore di lavoro distaccante deve comunicare, al più tardi nel giorno di inizio del servizio del lavoratore, una dichiarazione di distacco.

Se le informazioni fornite necessitano di essere modificate, la modifica deve notificata all’autorità competente al più tardi entro i successivi 7 giorni lavorativi.

 

Le relative comunicazioni devono essere inviate in polacco o in inglese, in forma elettronica o scritta, e precisamente:

 

IN FORMA ELETTRONICA (via WEB)

– compilando un modulo online e inviandolo (è necessario poter fornire una firma elettronica certificata o un profilo certificato)

Questi i moduli Online:

TALI MODULI NON SONO DA STAMPARE ED INVIARE VIA E-MAIL. E’ SUFFICIENTE LA COMPILAZIONE ONLINE 

 

IN FORMA CARTACEA (via posta o personalmente)

Nel caso si scelga la modalità cartacea, occorre scarica il seguente modulo – sottoscriverlo e spedirlo per posta o consegnarlo personalmente al “Chief Labour Inspectorate in Warsaw”.

Questi i moduli:

QUESTO L’INDIRIZZO PER LA SPEDIZIONE:

Państwowa Inspekcja Pracy

Główny Inspektorat Pracy

ul.  Barska 28/30

02-315 Warszawa

Poland

i dettagli su come affrontare tali questioni sono disponibili all'indirizzo (solo in lingua polacca):

Maggiori informazioni si trovano sul sito istituzionale: www.biznes.gov.pl .

 

NB: E’ NECESSARIO NOMINARE UN RAPPRESENTANTE IN POLONIA AI FINI DEL DISTACCO E DELLA CONSERVAZIONE DI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA PER ALMENO UN BIENNIO.

 

 

OLTRE AGLI ADEMPIMENTI SOPRA DESCRITTI E’ NECESSARIO OTTENERE IL RILASCIO DEL “MODELLO A1” da parte della SEDE INPS territorialmente competente

 

Il modello A1 certifica che il lavoratore, detto “distaccato”, rimane assicurato ai fini previdenziali nel paese UE in cui ha sede l’impresa distaccante o in quello di esercizio abituale dell’attività lavorativa autonoma.

 

La relativa richiesta deve essere fatta dal datore di lavoro alla sede INPS territorialmente competente (quella di iscrizione del datore di lavoro).

Il modulo da utilizzare per richiedere il modello A1 è disponibile online e deve pervenire all’Istituto secondo le modalità indicate con messaggio 20 gennaio 2016, n. 218.

 

GIULIO CESARE SRL assiste la tua impresa e i tuoi lavoratori in tutte le fasi del distacco e può essere nominata referente in Polonia in ottemperanza alla normativa vigente, adempiendo per tuo conto a tutti i relativi oneri, compreso quello di conservazione della documentazione.

contattaci anche per semplici informazioni.

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FOCUS: fees and taxes in property transactions in Italy

About fees and taxes in property transactions in Italy

  1. According to the Italian code civil, immovable properties include buildings, constructions and, in general, everything that is naturally or artificially installed into the ground.
  2. Property taxes in Italy (considered as any tax paid on real estate) can be split into two broad categories:

sales taxes, which are paid when a property changes ownership (a majority of the sales taxes are the responsibility of the buyer, along with various other fees such as the notary’s fee):

  • Registration tax (imposta di registro)
  • Cadastral(imposta catastale)
  • Mortgage tax (imposta ipotecaria)
  • VAT (IVA) in transactions between entity applying VAT
  • Capital gain taxes (charged on seller)
  • Other minor taxes

and maintenance taxes, which are paid regularly by the owner or occupier:

  • Property ownership tax (IMU)
  • Services tax (TASI)
  • Waste collection tax (TARI)

N.B. ‘cadastral declared  value’ (valore catastale for more info on cadastral services) it represents the basis (base imponibile) upon which the registration tax and ‘IMU’ are applied. it is written in the deed of purchase or in the preliminary contract – or must be updated from a developer or a property renovation company within 5 years from the end of the works.

To notice is that at the moment the cadastral value of a property in Italy is still much lower than the market price.

Registration tax (stamp duty)
  • This tax is paid by the buyer and it’s calculated according to the property’s cadastral value.
  • Its rate is determinated with the the factors as:
  1. principal home/1st house (prima casa)in case the buyer take out residency at an acquired property within 18 months from the final contract signing, and spend more than 6 months a year at that address;
  2. second home (seconda casa)
  3. if buying from a private seller or a company not applying VAT.
Summary of property sale taxes

The fixed fees and a percentage fee according to cadastral value for 2018 are:

from private owner or a company not VAT applying VAT entity
principal home second home principal home second home
Stamp duty 2 % 9 % € 200 € 200
Cadastral tax € 50 € 50 € 200 € 200
Mortage tax € 50 € 50 € 200 € 200
VAT 4 % 10 % *
Capital gain** 20% of netto profit 20% of netto profit

*  22% in case of a luxury home;

**Only if property has been owned for less than 5 years.

*** in case of choosing a property as principal home/1st house, the new owner if sold it before a period of 5 years without purchasing the new ‘home/1st house’, has to pay other 7% of cadastral value and the sanction determinated in 30% between the difference of the value of 2% and 9% of cadastral value.

Maintenance taxes:

IMU (imposta municipale unica) is a property ownership tax, payable twice a year (in June and December) to local municipality.

  • The rate is determined by the cadastral value of the property plus a 5% that have to be multiplied for a coefficient that may vary from town to town and it depends on the type of property it is.
  • The IMU rate is approximately 4- 0.76% of this new value, although the exact percentage can be set by the local adimistration.
  • If the property is the principal home, no IMU is to be paid. The exception to this is if the property is a luxury residence.
TASI (Tassa sui servizi indivisibili)

TASI is a tax paid on ‘indivisible services’ for the local area: costs such as street lighting and maintaining roads and green spaces.

  • If the property is rented out, TASI is shared between landlord and tenant, with the landlord contributing 70-90% and the tenant paying the rest.
  • The exact rate is set by the municipality.
TARI (Tassa sui rifiuti)

TARI is another Italian maintenance tax, this time for waste collection.

  • Unlike the maintenance taxes above, this one is the responsibility of the occupier rather than the owner – unless a tenant is there for less than 6 months.
  • The rate is set by the municipality and depends on the size of the property, as well as the number of people living there.
Other fees to be considered:

Notarial fees

The notary (notaio) is a mandatory figure in Italian property sell and purchase transactions for both parties, the buyer and the seller. He is also a subject to whom must be paid the registration, mortage and cadastral taxes.

Real estate agency fees

Both the buyer and the seller generally have to pay the agent. The fees for both are around 3% plus VAT in most cases of sale and purchase agreement.

In case of rental/lease agreement, it’s 5 % of the year’s amount if the lease/rental period is lower or equal to 12 months, if upper it corresponds to one month of rental/lease fee.

TAX INCENTIVES FOR ATTRACTING HUMAN CAPITAL IN ITALY and NEW RESIDENTS

A very attractive option for any person and worker who wishes to establish residence in a favorable tax jurisdiction: you can find the new rules here.

 

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La STABILE ORGANIZZAZIONE

La definizione di stabile organizzazione fu introdotta, per la prima volta nel nostro diritto interno il 1° gennaio del 2004 con l’art. 162 del TUIR.

All’interno dell’articolo si possono individuare due tipologie di stabile organizzazione:

  • “stabile organizzazione materiale” (S.O.M)
  • “stabile organizzazione personale” (S.O.P.).

Il comma 1 dell’art. 162 del TUIR prevede una definizione generale, una “basic rule” per individuare la S.O.M. mentre i successivi commi contengono delle esemplificazioni positive e negative del concetto stesso.

La presenza di una stabile organizzazione in un determinato territorio deve essere valutata sulla base di una serie di requisiti che la dottrina definisce come “elementi costitutivi della fattispecie” ovvero:

  • requisiti oggettivi – un luogo fisico ove individuarla (place of business test) e la sua fissità (fixed place) in quel luogo;
  • requisiti soggettivi – la disponibilità della S.O.M. da parte dell’impresa estera (right of use) e la permanenza della S.O.M. (permanence test);
  • requisiti funzionali – la connessione dell’istallazione all’esercizio dell’impresa estera (business connection test) e l’idoneità produttiva dell’istallazione stessa (carrying on of the business enterprise).

Il Commentario al Modello di Convenzioni OCSE fornisce una serie di indicazioni per meglio individuare la presenza di una S.O.M.

Il concetto di sede d’affari (place of business test), specifica il Commentario, può consistere in ogni tipo di edificio, struttura o istallazione utilizzati, anche non in forma esclusiva, per lo svolgimento dell’attività d’impresa compresa anche solo la presenza di macchinari, apparecchiature, di un locale o anche solo un’area o uno spazio all’interno di un immobile.

Assolutamente irrilevante risulta il fatto che gli immobili, i locali o gli impianti siano di proprietà del soggetto estero essendo sufficiente la mera disponibilità degli stessi.

La sede d’affari, per essere considerata S.O., dovrà poi avere il requisito della fissità (fixed place) ossia dovrà manifestare un legame con il luogo dove materialmente è stata ubicata. Viene richiesta quindi una fissità nello spazio che non comporta, sempre secondo il Commentario, l’esser fissata fisicamente al suolo essendo sufficiente che la stessa resti ferma nello spazio.

L’elemento della stabilità per la configurabilità di un S.O. può essere riscontrato anche in una stabilità temporale dell’istallazione (permanenza) in quei casi in cui non sia riscontrabile una stabilità spaziale come per esempio nelle ipotesi di attrezzature o istallazioni mobili.

Viene quindi richiesta una connessione, spaziale o temporale, con il territorio dove risiede la sede d’affari, connessione che deve concretizzare un certo grado di permanenza della sede, in ragione della specifica attività esercitata.

All’elemento di connessione, spaziale o temporale, si aggiunge anche un altro elemento di collegamento, questa volta di tipo soggettivo e quindi non più oggettivo: il collegamento della sede d’affari con il soggetto non residente (“right of use”).

Occorre quindi definire i criteri (right of use test) per verificare la sussistenza di questa relazione, criteri che in base alle indicazioni fornite dal Commentario, non sono collegati al titolo giuridico in base al quale l’istallazione fissa viene utilizzata dall’impresa estera, essendo sufficiente che la S.O. sia nella disponibilità dell’impresa estera ossia venga esercitato, costantemente (e non sporadicamente) sulla stessa un controllo di fatto, prescindendo quindi dall’elemento giuridico sottostante (controllo esercitato tramite un diritto di proprietà, di usufrutto, di comodato o altra modalità).

I requisiti di fissità e disponibilità non potranno, però, identificare una sede come sede fissa d’affari senza l’elemento della permanenza (permanence test) ossia di una presenza dell’organizzazione nello stato estero per un periodo di tempo sufficiente.

Quindi la relazione (elemento soggettivo) tra il soggetto estero e la sede dovrà protrarsi per un periodo di tempo sufficientemente lungo affinché si possa integrare a pieno l’elemento della stabilità.

Una presenza nello Stato estero non necessariamente di tipo continuativo ma con elementi di regolarità. Un utilizzo della sede regolare nel tempo, a prescindere da eventuali temporanee interruzioni dovute ad elementi fisiologici legati alle caratteristiche dell’attività svolta nello stato di istallazione.

Terminata l’analisi degli elementi soggettivi ed oggettivi per poter qualificare una sede come S.O. occorre infine verificare anche la sussistenza degli elementi di tipo funzionale.

La sede fissa, dovrà essere utilizzata per esercitare in tutto o in parte l’attività dell’impresa non residente e quindi occorrerà verificare (business connection test) che tramite la stessa venga effettivamente realizzata una specifica funzione (finanza, marketing, etc.), una specifica attività o proprio l’attività svolta dalla “casa madre”, evidenziando quel legame funzionale necessario per integrare la fattispecie.

La stabile, poi, dovrà essere in grado di produrre autonomamente un reddito. L’idoneità produttiva (carrying on of the business enterprise) risulta quindi essere l’ultimo requisito da analizzare per arrivare a qualificare una sede, come S.O. di un impresa non residente, tanto che le c.d “esemplificazioni negative” fornite sia nel Modello OCSE che nell’art. 162 del TUIR sono proprio caratterizzate dall’assenza di qualsiasi elemento di produttività.

 

Quando si configura, secondo la normativa italiana, l’istituto di ‘stabile organizzazione’?

Il concetto di stabile organizzazione viene individuato dal nostro ordinamento nell’art. 162 del TUIR e nell’art. 5 del Modello di Convenzione dell’Ocse.

Entrambe le norme definiscono la stabile organizzazione come una sede fissa di affari in cui l’impresa esercita in tutto o in parte la sua attività.

Nel concetto vi rientrano:

  • le sedi di direzione
  • le succursali
  • gli uffici
  • le officine
  • i laboratori
  • i luoghi di estrazione di risorse naturali
  • i cantieri di costruzione.

La stabile organizzazione rappresenta una articolazione della casa madre, non configurando un soggetto giuridico autonomo, come invece si avrebbe, andando a costituire all’estero una legal entità/subsidiary.

Dal punto di vista tributario, però, la stabile organizzazione dovrà scontare la tassazione nel paese dove opera in quanto considerata autonomo soggetto d’imposta ed anche nel paese di residenza della casa madre, andando a generare un fenomeno di doppia imposizione attenuato o eliminato tramite l’applicazione delle Convenzioni siglate dall’Italia con più di 80 paesi.

La registrazione di una stabile organizzazione, diversamente da una legal entity, non richiede il versamento di somme a titolo di capitale lasciando alla casa madre la possibilità di dotarla di un fondo di dotazione (costituito da beni, denaro, personale, …) per l’attività in loco.

Dal punto di vista contabile la stabile organizzazione avrà una propria contabilità ed un proprio bilancio, sconterà l’imposizione fiscale in Italia salvo il riconoscimento del credito di imposta per i carichi tributari scontati nel nostro paese.

La mancanza di soggettività giuridica autonoma determina l’immediata attribuzione dei redditi (o perdite) della Stabile Organizzazione in capo alla casa madre e quindi l’assenza di dividendi nei rapporti reciproci.

Nei casi in cui si operi in Italia attraverso il Rappresentante Fiscale o con Stabile Organizzazione sarà necessario richiedere all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione del numero di Partita Iva.

Il soggetto non residente – comunitario o extracomunitario – che effettua nel territorio dello Stato operazioni rilevanti ai fini IVA, può adempiere ai relativi obblighi o esercitare i relativi diritti nominando un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato.

Il soggetto nominato rappresentante dovrà aprire la posizione iva (dichiarazione di inizio di attività) per il mandante.

Con l’apertura della posizione Iva il soggetto estero, tramite il suo rappresentante, sarà sottoposto a tutti gli obblighi e diritti previsti dalla normativa Iva nazionale. 

Allo stesso modo il soggetto non residente diverso da persona fisica con stabile organizzazione dovrà presentare all’Agenzia delle Entrate apposito modello per dichiarare l’inizio attività nello Stato tramite una stabile organizzazione, cui consegue l’attribuzione del numero di partita IVA che deve essere utilizzato per tutte le operazioni poste in essere dal soggetto non residente attraverso la stabile organizzazione. Al momento della richiesta di attribuzione del numero di partita iva dovrà essere designata anche la persona fisica responsabile della stabile organizzazione.

Il soggetto non residente che intende aprire una sede secondaria in Italia dovrà effettuare la relativa comunicazione anche alla Camera di Commercio competente. 

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Il distacco di lavoratori stranieri in Italia (quali oneri per l’impresa italiana?)

Gli oneri per l’impresa italiana che si avvale delle prestazioni di lavoratori alle dipendenze di un’impresa straniera distaccante

Il distacco di lavoratori è una modalità di esplicazione del rapporto di lavoro che deriva dalla temporanea messa a disposizione da parte di un datore di lavoro “distaccante”, di uno o più suoi dipendenti a favore di un altro imprenditore (persona fisica o giuridica), detto “distaccatario”, per l’esecuzione di una determinata attività.

Nel caso in cui l’impresa italiana (o straniera che svolge una prestazione in Italia) si avvalga, nello svolgimento di un’opera o di un servizio, di lavoratori già alla dipendenze di altre imprese estere (anche agenzie di somministrazione) “distaccanti”, occorre che la “distaccataria”, la quale riceve materialmente la prestazione lavorativa o concede in appalto ad un soggetto UE la realizzazione di un’opera sul territorio italiano, verifichi  preventivamente il rispetto degli adempimenti a carico del distaccante. Il D.Lgs n. 136/2016 prevede pesanti sanzioni, in caso di controlli da parte dei soggetti preposti, in ipotesi di distacco non autentico. “Non autentico” è il distacco caratterizzato da situazioni di irregolarità che possono riguardare sia l’impresa estera (es. costituzione fittizia) che lo stesso lavoratore distaccato. In tal caso il lavoratore straniero verrà considerato alle dipendenze del soggetto italiano che ne ha utilizzato la prestazione, salve le ulteriori sanzioni alle quali sarà soggetto in solido con l’impresa distaccante (alle dipendenze del quale sono i lavoratori o, comunque, dovrebbero essere).

L’azienda italiana può quindi essere chiamata a corrispondere ai lavoratori distaccati le differenze per i trattamenti retributivi e/o contributivi loro spettanti in funzione della prestazione svolta in Italia.

Occorre dunque che l’impresa italiana chieda alla società distaccante di produrre la relativa documentazione (ad esempio modello portatile A1 per ciascun lavoratore inviato in Italia; comunicazioni di assunzione nello Stato di provenienza e relativi contratti di lavoro; bonifici relativi alle retribuzioni periodicamente erogate ai lavoratori da parte del datore di lavoro estero, nomina del referente).

 

 

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