CLAUSOLE DI GRADIMENTO: la disciplina per SRL e SPA

Le clausole di gradimento in ambito societario costituiscono una limitazione alla circolazione delle azioni.

Il gradimento è detto “mero” quando il soggetto chiamato ad esprimersi in ordine all’ingresso del cessionario della partecipazione in società, non è vincolato, nella sua valutazione, né a parametri o requisiti oggettivi né ad un obbligo di motivazione.

La funzione dell’introduzione in statuto di dette clausole è quella di evitare che terzi non graditi, o che comunque non abbiano le caratteristiche prescelte, entrino a far parte della società.

Questo interesse, certamente meritevole di tutela, deve però raffrontarsi con quello individuale del socio a disinvestire la sua partecipazione.

La disciplina di dette clausole è parzialmente differente per le società a responsabilità limitata da quella prevista per la società per azioni.

 SRL:

L’art. 2469 c.c. è la norma di riferimento per le clausole di gradimento negli atti costitutivi delle società a responsabilità limitata.

Dette clausole se di “mero gradimento” sono clausole dell’atto costitutivo valide ed efficaci ma attribuiscono al socio il diritto di recesso. Per l’esercizio di tale diritto la maggior parte della dottrina, conformemente alla lettera del detto articolo, ritiene che sia sufficiente la semplice presenza in statuto della clausola di mero gradimento (recesso esercitabile ad nutum). Diritto che comunque certamente spetterà in caso di diniego del mero gradimento. Il diritto di recesso spetta ex legge, salva l’efficacia e validità della clausola di mero gradimento.

Per la MASSIMA N. 151 del CONSIGLIO NOTARILE DI MILANO: non si configurebbe un’ipotesi di recesso ad nutum potendosi prevedere in statuto che il socio possa recedere solo in caso di mancato ottenimento del placet alla cessione.

Per limitare la facoltà di recesso si rammenta poi che l’atto costitutivo può prevedere un termine, non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione della partecipazione, prima del quale il recesso non può essere esercitato.

SPA:

In ipotesi di società per azioni, invece, la norma di riferimento è l’art. 2355 bis c.c.

In primis i vincoli sulla circolazione posso riguardare unicamente azioni nominative (o l’ipotesi in cui non si sia proceduto all’emissione di titoli azionari). Secondariamente, le clausole che prevedono il mero gradimento per la cessione delle azioni, in questo caso sono del tutto inefficaci se non prevedono un obbligo a carico della società, degli altri soci o il recesso del cedente.

Pertanto, se una clausola di mero gradimento nella SRL rimane valida (facendo però sorgere a favore dei soci il diritto di recesso), nella SPA la medesima clausola – se non sono previsti correttivi – rimane del tutto inefficace.

La differenza non è di poco conto:

  • il cessionario di azioni che non abbia ottenuto il placet può, comunque, in tale caso farsi iscrivere nel libro soci ed esercitare i diritti soci;
  • mentre quello di una quota di SRL potrà vedersi negata la detta legittimazione, potendo unicamente agire nei confronti del suo dante causa.

 

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